Stagione

C'era Dio a Treblinka?
Di Andrea Dalla Zanna. Domenica 25 gennaio ore 17
domenica 25 gennaio 2026
17:00 - Teatro Officina

Di Andrea Dalla Zanna
Con Tino Danesi e Andrea Tibaldi | Musiche a cura di Simonetta Heger
Consulenza Micaela Castiglioni | Regia di Tino Danesi
Produzione Associazione Culturale Theao
 

Franz era un uomo normale, dotato di una certa intelligenza. Era tranquillo e cortese. Divenne comandante del campo di sterminio di Sobibor e di Treblinka. Fu responsabile della morte di un milione di persone circa, uomini donne e bambini. Franz ne era consapevole, tutto accadeva davanti ai suoi occhi, eppure non si sentiva responsabile. Dopo la guerra Franz lasciò l’Europa e visse per lunghi anni con le figlie e la moglie che sapeva tutto di lui fin dall’inizio. Ebbe una serena vita familiare. Fu catturato in Brasile, riportato in Europa, processato e condannato all’ergastolo, ma non si sentì mai colpevole e morì con la certezza che Dio lo avrebbe perdonato.
In questo spettacolo, interpretato da Tino Danesi, immagino che Franz parli di sé stesso con una sincerità disarmante, per raccontarci il suo punto di vista. Cerco di mostrare l’olocausto dal punto di vista dei carnefici perché le rappresentazioni demoniache o caricaturali del nazismo non mi rassicurano affatto, e spesso offrono pretesti al revisionismo storico. La normalità dei vari Franz mi fa molta più paura, perché dà la sensazione che nessuno di noi ne sia totalmente immune.
 

“C’era Dio a Treblinka?” è la riduzione a monologo di un dramma intitolato “L’opinione”, che nel 2002 ha rappresentato la drammaturgia italiana nella selezione dei migliori testi teatrali di 27 paesi EU a cura di The European Theatre Today.  Il lavoro fu commissionato all’autore, Andrea Dalla Zanna, dal teatro stabile di Genova nel 1998 come adattamento del saggio di Gitta Sereny “In quelle tenebre”. Nel riprendere oggi questo lavoro, l’autore raccomanda che in nessun caso esso venga utilizzato come paradigma dei crimini attuali, e che si manifesti chiaramente nella messa in scena l’unicità storica dell’Olocausto.
La “zona grigia”, concetto introdotto da Primo Levi, in questo lavoro è quanto mai presente. L’interrogativo del titolo ne richiama l’attenzione.
Questo testo è andato in scena per la prima volta nel 2004.